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Spesso non siamo coscienti di quanto la nostra identità venga costantemente delineata, qualificata e rimaneggiata dalla società, e di quanto questo riflesso deformato della nostra essenza più profonda si sovrapponga, con forza e tenacia, a ciò che intimamente siamo, fino

22 ottobre 2020. La Corte Costituzionale polacca si pronuncia a sfavore dell'aborto terapeutico, definendolo una pratica eugenetica. La sentenza è il risultato della riforma giudiziaria del partito di desttra al governo, Diritto e Giustizia (PiS). Nel tempo ha ottenuto un

Forse era per mimetizzare il grigiore dell'esistenza, oppure era solo un vezzo per far risaltare la sua pelle color caramello che Anita Baker da giovane si vestiva sempre di bianco: fatto sta che era tutto un tripudio di seta, maglia

Potremmo starci avviando verso una nuova quarantena. Potremmo, ma non è certo né chiaro. Sono tre settimane che viene detto “il 9 chiudono tutto”, “il 16 chiudono tutto”, “a dicembre chiudono tutto”; le persone non sanno più cosa fare. Non

La Body Positivity (= positività del proprio corpo, o meglio ancora il sentirsi bene a proposito del proprio corpo e di come appare) è un movimento nato nella seconda ondata del femminismo, in cui la questione “corpo” è iniziata a

Non vuoi figli? Sei troppo giovane per dirlo. Lo dici ad alta voce? Sei egoista. “Voglio forse dei figli perché desidero essere ammirata come il tipo di donna ammirevole che ha dei figli? Perché voglio essere vista come una donna

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Brigata Maddalena: internazionaliste in Rojava

Avviene in questi giorni la presentazione del libro Brigata Maddalena – Storie d’internazionaliste, una raccolta di quattordici racconti anonimi scritti da quattordici internazionaliste italiane che, tra il 2012 e il 2019, si sono recate nei territori dell’amministrazione autonoma del Rojava (Kurdistan siriano) per prendere parte al processo rivoluzionario che stava e sta avvenendo in quelle terre.

Criminalizzazione dei migranti, neoliberismo e la deriva fascista

L’obiettivo di questo contributo è quello di riflettere, a partire da alcuni dati empirici, su alcune pericolose derive che si stanno configurando nel nostro paese e sulla criminalizzazione dei migranti come risorsa politica strategica. I fatti di cronaca legati ad episodi razzisti ed i dati di una recente ricerca empirica (Mannoia, Pirrone, 2018) mostrano come l’ossessione identitaria stia alimentando, in modo sempre più pervasivo, l’antagonismo tra attori sociali con status giuridici diseguali.

Green&Blue e il greenwashing mediatico: Una mano di verde

Il terreno del presunto confronto tra “i giovani, gli ambientalisti, gli scienziati e le aziende” di cui sopra pare già sostituito dal confronto tra “i politici, i giornalisti, i banchieri e le multinazionali”, nel nome di un greenwashing mediatico di inusitata sfrontatezza. Infatti, se da un lato il mondo dell’imprenditoria multinazionale è il produttore in solido dei gas serra, dall’altro i mondi della politica, del giornalismo e della finanza sono proprio quelli che hanno mostrato tutta la loro inettitudine (premeditata o meno) di fronte alle emergenze climatica ed ecologica. Gli stessi che ora vengono a parlarci di alleanza verde. Mi dispiace, non vi crediamo. Basta.

Lampedusa, terra d’eroi.

L’avevo sentita nominare nei tanti racconti di giovani migranti, talvolta poco più che bambini, di cui mi occupavo in quanto assistente sociale: il primo passo sulla terra ferma.

Fat Shame: perché tanta paura del corpo grasso?

La Body Positivity (= positività del proprio corpo, o meglio ancora il sentirsi bene a proposito del proprio corpo e di come appare) è un movimento nato nella seconda ondata del femminismo, in cui la questione “corpo” è iniziata a far parte delle tematiche del movimento. Il messaggio principale era, ed è tutt’ora, di accettare il proprio corpo come si è, senza dover per forza seguire uno standard di bellezza tossico imposto e quindi rispetto, inclusione e superamento degli stereotipi.

L'avevo sentita nominare nei tanti racconti di giovani migranti, talvolta poco più che bambini, di cui mi occupavo in quanto assistente sociale: il primo passo sulla terra ferma.

In questi ultimi tempi si è parlato molto di #Cura. Ma se ne è parlato abbastanza?

È difficile mettere d’accordo anche solo due persone su chi sia la figura più significativa per la storia della nostra regione. Molti riconoscono in Gamal Abdel Nasser, Saddam Hussein, Hafez al-Assad, o anche nel re Faisal bin Abdul Aziz o

Come giornalista, avevo scelto di non operare in alcuna realtà associativa, ma la passione di queste persone che, a titolo gratuito, lottavano per evitare che “un’altra mano si alzasse sul viso di una donna”, fu qualcosa di affascinante e di